Curiosità

La storia del tartufo tra mitologia e realtà

LA STORIA DEL TARTUFO TRA MITOLOGIA E REALTÀ

Il fatto che il tartufo provenisse da sottoterra, gli attribuiva un fascino misterioso che ha dato vita a molte leggende. La storia del tartufo affonda le sue radici in epoche talmente remote, che rende difficile distinguere ciò che è riconducibile alla realtà da ciò che è frutto di leggenda o della fantasia.

Il tartufo nella mitologia greca e pagana

Nella mitologia greca trova spazio anche il tartufo attorno al quale raduniamo i più bei nomi della cultura greca e latina.

Il filosofo greco Plutarco di Cheronea, generò la fantasiosa ipotesi secondo la quale il prezioso fungo nascesse dall’azione combinata dell’acqua, del calore e dei fulmini. Questa fantasia ispirò il poeta romano Giovenale, che attribuì la nascita del tartufo ad un fulmine scagliato da Giove in prossimità di una quercia, albero sacro al signore degli dei. Inoltre, dato che Giove era celebre anche per la sua attività amatoria, ecco che al tartufo vennero attribuite delle proprietà afrodisiache per le quali viene dedicato ad Afrodite, dea dell’amore. 

Il medico greco Galeno, che ne interpretava la natura afrodisiaca, fu il primo medico sistematico greco del II secolo a.c. a divulgare le qualità nutritive del tartufo e a somministrarlo ai propri pazienti. Il rinomato medico, scriveva che il tartufo era molto nutriente e che poteva “disporre della voluttà”.

Anche nella mitologia pagana, sempre in base al suo potere afrodisiaco, un’altra leggenda narra che il tartufo fu dedicato alla dea Venere.

ll tartufo nell’Antica Roma

In epoca romana, il tartufo era molto apprezzato per il suo gusto ed aveva un prezzo elevato proprio a causa della sua rarità, dovuta alla sua difficile reperibilità.
Le prime ricette di piatti a base di tartufo si ritrovano nel “De re coquinaria”, opera di Marco Gavio detto “Apicio”, un celebre gastronomo vissuto ai tempi dell’imperatore Tiberio.
A proposito del tartufo, Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) lo inseriva “… fra quelle cose che nascono, ma non si possono seminare”. Sosteneva che il tartufo, fosse un prodotto miracoloso della natura in quanto nasce e cresce senza radici.

Il tartufo nel Medioevo

Nonostante il prezioso fungo fu trattato da studiosi, filosofi e poeti, la scarsa conoscenza riguardo la sua natura di origine vegetale o animale unita alle credenze popolari, alimentò falsi pregiudizi. Il tartufo infatti,veniva visto come un’escrescenza velenosa e degenerativa del terreno che nel corso degli anni venne nominato come “cibo del diavolo” o delle “streghe”. Motivo per cui, venne bandito da ogni tavola.

Il tartufo nel Rinascimento

Il tartufo, ritorna protagonista nel periodo del Rinascimento con l’affermarsi di una vera e propria cultura del gusto e dell’arte culinaria. Per lungo tempo, i naturalisti sono stati in disaccordo sulla sua classificazione, qualcuno lo definiva una pianta, altri un’escrescenza del terreno, o addirittura un animale!
A prescindere dalle credenze, il tartufo rimase un cibo altamente apprezzato, soprattutto nelle mense di nobili, e la ricerca del tartufo era considerata un divertimento di palazzo, a cui gli ospiti e gli ambasciatori stranieri venivano invitati a parteciparvi.

La fama del tartufo, dopo tanti anni persiste ancora oggi! Esso infatti, viene considerato uno degli alimenti più pregiati in assoluto e prediletto dai professionisti dell’alta cucina.

Noi di Bernardini Tartufi, ci impegniamo quotidianamente per mantenere alto il nome di questo diamante della tavola. Prestiamo molta attenzione alla fase produttiva e siamo molto accurati nella scelta degli ingredienti e delle materie prime.

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